Nonostante la partenza rallentata e difficoltosa, sembra che la nuova legge antipirateria francese che prevede l’istituzione di un nuovo organismo di vigilanza, la cosiddetta Hadopi, stia cominciando a produrre i suo primi effetti. Una ricerca commissionata dal sito tecnologico ZDNet.fr e condotta da LH2 sulla base di interviste telefoniche a 1.016 cittadini francesi dai 15 anni in su rileva infatti che, dopo l’entrata in vigore delle nuove norme, un quinto dei file sharer confessi (corrispondenti al 4 % del campione) sostiene di avere smesso di scaricare musica illegalmente. Il 75 % dei file sharer (pari al 15 % degli intervistati), d’altra parte, dichiara di continuare imperterrito ad usare la rete per ricercare e condividere file non autorizzati, mentre l’80 % del campione sostiene di non avere mai o quasi mai praticato il file sharing pirata. Pur considerando l’errore statistico, le risposte viziate e le percentuali ancora molto alte dei file sharer recidivi, analisti e osservatori ritengono trattarsi di risultati tutto sommato incoraggianti per l’industria. D’altra parte, va detto che dei 70 mila file sharer francesi raggiunti da un warning emesso dall’Hadopi finora meno del 10 per cento si è preoccupato di rispondere all’autorità amministrativa: tre quarti lo hanno fatto chiedendo maggiori informazioni sul materiale e i comportamenti incriminati, mentre altri hanno contestato l’accusa o sostenuto che il loro computer è stato violato da pirati informatici.