In aprile l’amministratore delegato dimissionario di Sony Music Rolf Schmidt-Holtz lascerà il suo ufficio newyorkese al numero 550 di Madison Avenue per andare ad Amburgo a dirigere TeVeo, piattaforma di Internet TV di cui è diventato azionista. Conseguentemente si aprirà la porta al ventilato arrivo di Doug Morris, attuale presidente e ceo (a fianco di Lucian Grainge) della Universal Music: il gruppo Vivendi che controlla la major, tuttavia, non vuole lasciarlo libero prima di luglio, stando a quanto hanno raccontato al Financial Times due persone informate sui fatti (il suo contratto scade ufficialmente a fine 2011). Che accadrà, dunque? Una terza fonte ascoltata dal FT sostiene che nessun accordo con Morris è ancora stato firmato: pertanto, Sony Music potrebbe chiedere a Schmidt-Holtz di prolungare di qualche mese la sua permanenza, oppure nominare un presidente/ad ad interim. Nel suo pezzo per il quotidiano finanziario, il giornalista Andrew Edgecliffe-Johnson aggiunge che le due major leader di mercato guardano con attenzione i movimenti in corso alla EMI e alla Warner, che potrebbero fondersi (creando un terzo polo dal notevole potenziale concorrenziale) ma anche passare di mano vendendo asset importanti. Sony/ATV ha già cercato, in passato, di acquistare le edizioni Warner Chappell. Mentre al Midem di Cannes Jean-Bernard Levy, presidente Vivendi, ha liquidato con una caustica battuta il suo eventuale interesse alla EMI (“Se ne vorrei acquistare qualche parte? Sicuramente non il debito”).