I Pink Floyd sono una delle bandiere storiche della EMI, avendo legato alla major inglese la loro intera carriera (giusto un mese fa, hanno rinnovato il contratto riguardante la gestione del catalogo per altri cinque anni). Cosicchè il loro batterista Nick Mason, 67 anni compiuti il 27 gennaio, è la persona giusta per commentare la notizia del passaggio di proprietà della casa discografica a una banca americana, Citigroup: “C’è qualcosa di triste, in tutto questo”, ha dichiarato a BBC Radio 6 il musicista inglese con malinconica rassegnazione. “Ricordo quando, nel 1967, i Beatles erano le grandi stelle dell’etichetta ed era fantastico essere parte di quella famiglia”. Mason azzarda anche qualche ipotesi sul futuro della società: “Attendo con interesse di sapere cosa succederà. Ma mi sembra improbabile che Citigroup affidi a un gruppetto dei suoi uomini più svegli il compito di gestire una casa discografica. Quasi inevitabilmente, la EMI verrà venduta a qualcun altro: magari le edizioni andranno da una parte e gli studi di registrazione da un’altra”. Da grande appassionato di auto sportive, Mason osserva che “è un po’ come quando si parla della scomparsa dell’industria automobilistica britannica, una cosa molto triste. E’ straordinario, nel 21mo secolo, come si faccia in fretta a distruggere o frantumare anche le società di grandi dimensioni”.