Gli instancabili (e, supponiamo, ben pagati) avvocati di Napster stanno battendo tutte le strade possibili per rintuzzare gli attacchi dell’industria discografica americana, dopo che quest’ultima ha dichiarato ufficialmente guerra al sito invocando all’autorità giudiziaria un’ingiunzione che vieti il libero scambio in rete di brani musicali coperti da copyright. In un’intervista rilasciata al settimanale Billboard, Daniel Johnson Jr. (uno dei sette legali che rappresentano Napster nella vertenza) ha rivelato la nuova linea di difesa adottata dalla web company californiana: vistasi negare dai giudici la qualifica di Internet Service Provider (che ne avrebbe garantito l’esenzione di responsabilità per ogni eventuale uso illegale del suo servizio, almeno fino a quando i gestori del sito ne fossero venuti a conoscenza), Napster intende appellarsi ora alla causa vinta lo scorso anno contro i discografici americani da Diamond Multimedia, produttrice del lettore MP3 portatile Rio. In quel caso, i tribunali avevano stabilito che trasferire MP3 su un lettore portatile è legale e non viola le leggi sui copyright. E poiché, sostiene Johnson Jr., anche in questo caso si tratta di trasferire file musicali da uno strumento di riproduzione a un altro, i legali di Napster si mostrano fiduciosi sulle possibilità di ottenere ragione dall’autorità giudiziaria.