Una vera e propria major italiana dell’intrattenimento, in grado di operare a 360 gradi e di allargare le sue quote di presenza nel cinema come nella televisione, nello sport e nelle nuove tecnologie, nell’home video come nella musica. Così parlò Vittorio Cecchi Gori, annunciando le sue strategie per il nuovo anno a una folla di giornalisti convenuti martedì 11 luglio all’Adriano di Roma, multisala di proprietà dell’omonimo gruppo multimediale. Nel corso della conferenza stampa si è parlato soprattutto di cinema e di TV (con una “sparata” nei confronti dell’Auditel, ente di rilevazione degli ascolti che l’imprenditore fiorentino vedrebbe volentieri rimpiazzato dall’ISTAT): poche, invece, la parole spese sull’argomento musica anche se, secondo quanto riportano alcuni quotidiani, Cecchi Gori ha manifestato l’intenzione di potenziare il suo catalogo musicale, riservando più spazio ai giovani artisti emergenti. Magari sfruttando le risorse inutilizzate della Cecchi Gori Music, etichetta di base a Roma che, riposte le ambizioni iniziali, incassa oggi i suoi unici proventi dalla vendita e dallo sfruttamento delle colonne sonore di proprietà del gruppo.