Dopo che l'attesa era gradualmente montata negli ultimi mesi, ora Pandora ha ufficialmente avviato la procedura per l'IPO (Initial Public Offering): uno dei servizi di streaming più noti e diffusi al mondo si avvia a sbarcare al Nasdaq accompagnato da una serie di dati finanziari e non decisamente ragguardevoli. Per cominciare, sono oltre 80 milioni gli utenti registrati alla web radio (rilevazione aggiornata al gennaio 2011) e più di 50 le app di Pandora scaricate su terminali mobili fino ad oggi. L'ultimo bilancio disponibile, quello dello scorso esercizio (l'anno fiscale per Pandora decorre infatti dall'1 febbraio al 31 gennaio) aveva fatto registrare ricavi per55.2 milioni di dollari a fronte di una perdita netta di 16,8 milioni, mentre nei documenti presentati alla SEC per l'IPO si rilevano ricavi per oltre 90 milioni di dollari nei primi nove mesi del 2010 e una perdita ridotta a soli 300.00 dollari: quasi pareggio. I ricavi 2010 sono derivati in larga parte dalla raccolta pubblicitaria (77.9 milioni, l'86.4% del totale) e a seguire dagli abbonamenti (12.3 milioni); sul fronte dei costi, pari a 89.3 milioni, la voce di gran lunga più impattante riguarda i costi di acquisizione della libreria musicale: 45,4 milioni, mentre sono solo 4,8 milioni le spese di sviluppo prodotto e una trentina quelle di marketing e vendita. Impressionante la quantità di ore di ascolto generate su Pandora dagli utenti, quasi raddoppiate: da 1,4 miliardi del 2009 a 2,6 nel 2010.