Un’ondata di nuovi licenziamenti si abbatte sulle maggiori case discografiche del mondo, pressate dalla necessità di ridurre i costi di gestione e di snellire le strutture organizzative per conservare profitti e competitività. Le ultime notizie in merito riguardano la Sony Music, che la scorsa settimana ha tagliato 500 posti di lavoro, il 4 % del suo organico complessivo, nell’ambito di un programma di riduzione della forza lavoro iniziato dalla casa madre Sony Corp. all’inizio del ’99. I licenziamenti (100 nei soli Stati Uniti) riguardano i settori della distribuzione, amministrazione, finanza e edizioni musicali ma non le divisioni A&R, marketing e promozione. Intanto anche la EMI, in Francia, ha annunciato l’intenzione di ridurre del 10 % il suo organico, liquidando trenta dei suoi 290 dipendenti. Nell’arco dei prossimi tre anni, il presidente di EMI France Marc Lumbroso intende anche ridistribuire l’intero roster della casa discografica tra due sole etichette, una dedicata al repertorio pop e jazz e l’altra alla classica. Non è dato di sapere, per il momento, se la prevista riorganizzazione abbia a che fare con la proposta fusione con il gruppo Warner Music.