Forte (in Europa) di una customer base che tocca i 10 milioni di utenti (di cui 750 mila abbonati paganti), Spotify ha fatto un altro passo verso il lungamente agognato debutto negli Stati Uniti. Il sito All Things Digital sostiene infatti che, dopo avere chiuso un contratto di licenza con Sony Music, il servizio di streaming lanciato da Daniel Ek avrebbe raggiunto l’accordo anche con la EMI. Per potersi presentare al pubblico nordamericano con un catalogo attraente, tuttavia, la società danese ha bisogno di far salire a bordo della sua piattaforma anche le altre major, la leader di mercato Universal e la Warner di Edgar Bronfman Jr. Quest’ultimo, che solo un anno fa, aveva bollato come irrilevanti (in termini di contributo economico potenziale) i servizi di streaming basati sul modello freemium, ha recentemente corretto il tiro: “Riteniamo che nel 2011 i ricavi generati da Spotify e da altri servizi di streaming potranno essere significativi”, ha detto recentemente commentando i dati trimestrali della sua società. Intanto, proprio in queste ore ha esordito negli Stati Uniti il servizio di “cloud music” di Sony, Music Unlimited powered by Qriocity, già attivo in Italia.