Intervistato dal Telegraph, l’amministratore delegato di Vivendi Jean-Bernard Levy ha annunciato che Vevo, la piattaforma videomusicale di cui la controllata Universal Music è partner in joint venture, debutterà “presto” anche in Europa. “Ci sono ancora dei problemi da risolvere relativamente alla concessione delle autorizzazioni per l’utilizzo dei diritti, e dunque ci stiamo mettendo un po’ di tempo”, ha ammesso Levy. “Negli Stati Uniti”, ha aggiunto, Vevo “ha avuto un enorme successo. Abbiamo allargato la nostra base di inserzionisti pubblicitari e abbiamo fatto crescere il numero degli utenti unici”. Nel corso dell’intervista, Levy ha anche negato che Universal voglia entrare in competizione per l’acquisto di Warner Music, avendo declinato una proposta al riguardo avanzata da Goldman Sachs: “Non abbiamo in mente alcuna acquisizione significativa; di tanto in tanto potrà sorgere l’opportunità di rilevare qualche catalogo”, ha dichiarato il manager francese, che si è pronunciato anche sulla imminente uscita di scena di Doug Morris e sulle qualità del nuovo ceo Universal Lucian Grainge. Quanto ai rischi che alcuni artisti importanti decidano di seguire Morris in Sony Music, Levy ribatte che “gli artisti tendono ad andare nelle aziende di successo, e questo sembra il caso della Universal. Il nostro roster è al sicuro”. Su Grainge, incaricato di mettere in atto un duro e rigoroso piano di razionalizzazione e taglio dei costi, il ceo di Vivendi osserva che “Lucian racchiude il meglio delle competenze dell’industria musicale. Si intende di musica, ma allo stesso tempo è un manager eccellente”. La sua recente nomina nel cda di Activision, aggiunge Levy, prelude allo studio e alla realizzazione di nuove sinergie e combinazioni di prodotto tra musica e giochi.