Internet starà pure sconvolgendo abitudini e comportamenti del mondo musicale. Ma, almeno per il momento, la preferenza accordata al Cd audio come strumento "principe" per la fruizione della musica registrata non sembra essere in discussione: neppure negli Stati Uniti, roccaforte principale della musica online. Lo confermano le statistiche di mercato relative alla prima metà dell'anno, che la RIAA, l'associazione dei discografici statunitensi, ha diffuso in questi giorni. I dati compilati dalla organizzazione di categoria rilevano infatti una ulteriore crescita (+ 6 %) nel numero di Cd album venduti nei primi sei mesi del 2000 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: 420 milioni di pezzi, equivalenti all'86 % del totale dei supporti musicali messi in circolazione nello stesso periodo nei punti vendita. Merito, secondo la stessa RIAA, delle ottime performance messe a segno da giovani artisti come Britney Spears, 'N Sync e Eminem, nuove locomotive del mercato pop internazionale. Soddisfacenti anche i risultati conseguiti dai vecchi video musicali su nastro analogico (+ 6,3 %) e dagli emergenti Dvd a contenuto musicale (+ 71,3 %, sempre in termini di pezzi venduti, saliti a 1,4 milioni di unità nel semestre), mentre non reggono il passo gli altri supporti preregistrati: un po' per intrinseca obsolescenza (è il caso delle musicassette, le cui vendite sono ulteriormente calate del 31,5 % a un totale di 38,6 milioni di pezzi, l'8 % del venduto totale), un po' per effetto della concorrenza esercitata dagli MP3 e dalla distribuzione di musica in formato digitale (le cui principali vittime si confermano, per il momento, i singoli, quasi dimezzati nei volumi di vendita, da 41,5 a 22,7 milioni di pezzi). Un mercato bifronte, dunque, quello americano di metà anno, che registra contemporaneamente una flessione nelle quantità vendute globali (-2,4 % per 488,7 milioni di pezzi), e una crescita di fatturato (6,19 miliardi di dollari, + 4,1 %). E che la stessa RIAA definisce nel complesso in "buona salute", a dispetto di tutti i timori provocati dal boom della internet music. "Nonostante tutta l'eccitazione che la musica online suscita tra le case discografiche e gli appassionati di musica, la lealtà al prodotto fisico, per il momento, non viene meno", ha commentato Hilary Rosen, presidente e Chief Executive Officer dell'organizzazione. E che conclude la sua analisi con una previsione confortante:"Il Cd resterà in circolazione per molto tempo ancora".