Una Corte d’Appello di San Francisco (la stessa che a fine luglio ha sospeso il decreto di chiusura del sito disposto dal giudice Marilyn Hall Patel, vedi news) ha fissato per la prima settimana d’ottobre la prima udienza del processo Napster. Non sono stati comunicati, per il momento, i nomi dei tre giudici che saranno chiamati a decidere le sorti del contestatissimo (e popolarissimo) servizio che consente agli appassionati di musica di scambiarsi gratuitamente in rete le canzoni preferite sotto forma di file MP3 non autorizzati. Intanto sulla questione, che è destinata ad assumere un’importanza chiave per tutta l’industria culturale e per settori come l’editoria, il cinema e la televisione, cominciano a fioccare i memorandum, le memorie e le prese di posizione ufficiali dei vari gruppi e operatori interessati: tra questi si segnala l’opinione espressa dalla Computer & Communications Internet Association (CIAA, che riunisce aziende come AT&T, Oracle e Yahoo!), che ha raccomandato ai giudici di “reinterpretare e rivedere alcuni modelli legislativi iperprotettivi nei confronti della proprietà intellettuale, che - a loro dire - rischiano di danneggiare la libertà dei consumatori”.