I nomi di Gigi D’Agostino, Spiller o Prezioso non potranno magari competere in popolarità con quelli di Bocelli, Ramazzotti o Celentano, ma in tutta Europa (e non solo) generano oggi business altrettanto consistenti. E non sempre legali, come dimostra il “blitz” portato a termine in questi giorni dalla federazione italiana antipirateria, FPM, che dopo un accurato lavoro di ricerca e monitoraggio in rete ha imposto la chiusura a 25 siti web (alcuni dislocati anche all’estero) che funzionavano come juke box virtuali per gli appassionati di dance music, consentendo agli utenti di scaricare gratuitamente in formato MP3 tutte le hit del momento, nonché, in alcuni casi, anteprime ancora non disponibili sul mercato e remix inediti: il tutto, naturalmente, senza l’autorizzazione delle case discografiche e degli artisti titolari dei diritti. Messo il lucchetto ai siti in questione, grazie anche alla collaborazione dei service provider interessati, la FPM sta ora lavorando alla identificazione dei web-dj che curavano le playlist illegali.