Il consorzio SDMI (Secure Digital Music Initiative), che da anni lavora allo sviluppo di sistemi di protezione anti-copia per la musica distribuita in forma digitale, chiede aiuto agli hackers per sviluppare una soluzione a prova di bomba. Memori del caso recente e clamoroso del “pirata informatico” norvegese che è riuscito a eludere, rendendolo inservibile, il codice di protezione per i Dvd DeCSS, alcuni membri del consorzio che riunisce le maggiori società tecnologiche e discografiche del mondo hanno pensato di “testare” sulla strada l’efficacia dei sistemi di sicurezza in via di sviluppo, prima di spendere ulteriore tempo e denaro in programmi che, una volta commercializzati, verrebbero facilmente “craccati” dai pirati più esperti. In palio per gli hackers desiderosi di collaborare con l’industria c’è un premio in denaro di 10.000 dollari, a disposizione di chiunque riesca a eludere i sistemi di protezione incorporati nei file audio messi in circolazione per il test senza intaccarne la qualità: il “bando di concorso”, le regole della competizione e i campioni audio oggetto del test saranno pubblicati su un apposito sito, www.hacksdmi.org, dal 15 settembre al 7 ottobre prossimi. Tra i maggiori sostenitori dell’iniziativa figura l’italiano Leonardo Chiariglione, ingegnere elettronico torinese che presiede l’SDMI: “Si tratta – hanno spiegato Chiariglione e gli altri sostenitori del progetto – di un tentativo di sfruttare a nostro vantaggio la creatività e le risorse intellettuali degli hackers”: ovvero di trasformare, per quanto possibile, i potenziali nemici in alleati, pungolandoli non solo con un incentivo economico ma anche con la sfida a trovare i sistemi più ingegnosi di eludere i sistemi di sicurezza (contemporaneamente, la validità dei dodici progetti anticopia attualmente al vaglio del consorzio, sviluppati da aziende come Verance, EMI, Philips e Samsung, verrà messa alla prova di team formati da esperti e ingegneri informatici arruolati dall’organizzazione). “Ci aspettiamo cose mai viste”, ha detto fiducioso un altro membro del direttivo SDMI, l'ingegnere Talal Shamoon: ma – come prontamente qualcuno ha già insinuato - c’è il rischio che gli hackers più abili non resistano al gusto di entrare in azione proprio nel momento in cui i sistemi in questione entreranno in circolazione sul mercato.