Ritirata la notifica del loro progetto di fusione prima di ricevere un veto formale dalla Commissione Europea (vedi news), EMI e Time Warner, titolare di Warner Music, restano convinte che la soluzione del merger resti un’alternativa praticabile e appetibile per entrambe le società. “Data la nostra fiducia negli straordinari benefici potenziali che ne deriverebbero per i nostri artisti, dipendenti e azionisti nonché per gli amanti della musica di tutto il mondo, continueremo a esplorare i modi possibili per articolare un progetto che abbia senso per le due società e sia accettabile da parte della Commissione”, ha dichiarato il presidente di Time Warner Richard Parsons dopo il ritiro della domanda. Della stessa idea sono i maggiori azionisti EMI, i quali non sembrano ritenere credibili le ipotesi alternative secondo cui la casa inglese potrebbe essere acquistata da altre media company come la tedesca Bertelsmann o la spagnola Telefònica e valutano come seconda soluzione più probabile la continuazione dell’attività della major come organizzazione autonoma. Sugli esiti della vicenda, intanto, sono intervenute anche le autorità di Bruxelles, spiegando attraverso un comunicato che “EMI e Time Warner hanno fornito proposte informali che miglioravano sostanzialmente le soluzioni iniziali. Tuttavia la Commissione aveva ancora dei dubbi e, visto lo stato di avanzamento della procedura, non poteva valutare adeguatamente i nuovi impegni presi dalle due società”. <br> In molti si chiedono ora quando EMI e Warner si presenteranno alle autorità antitrust con un progetto ex novo, e se la prevista vendita di interessi rilevanti nel settore della discografia e delle edizioni musicali (come quelli di Virgin e Chappell Music) renderà ancora conveniente l’operazione sotto il profilo strategico-economico e praticabile un piano di riduzione di costi il cui obiettivo iniziale era di risparmiare 250 milioni di sterline, oltre 750 miliardi di lire. Quel che sembra certo ai più è che l’eliminazione, almeno temporanea, del problema posto dalla fusione tra Warner e EMI dovrebbe spianare la strada all’approvazione del merger tra Time Warner e America Online. La Commissione Europea sarebbe pronta a porre il suo sigillo all’operazione, venuto meno il pericolo della nascita di un’organizzazione in grado di controllare verticalmente la distribuzione di musica sulle reti digitali. Una pronuncia in merito da parte delle autorità di Bruxelles è attesa per mercoledì 11 ottobre.