La vastissima comunità on-line sviluppata da Napster (32 milioni di utenti registrati) fa gola ai maggiori service provider della rete. La conferma arriva dal sito Inside.com, secondo cui due, non meglio identificati, ISP di grosso nome si sarebbero già fatti avanti per comprare il sito californiano e le sue directory. Notizia non confermata ma nemmeno smentita da Hank Barry, CEO di Napster, il quale ha precisato che la società è lieta di discutere con “chiunque abbia un serio interesse a lavorare con noi”. Il prezzo richiesto ai potenziali acquirenti dai proprietari di Napster si aggirerebbe sui 500 milioni di dollari, 45 dei quali finirebbero nelle tasche del fondatore del sito, il diciannovenne Shawn Fanning, titolare del 9 % delle quote. Il trasferimento di proprietà della compagnia a un grosso provider, se dovesse avvenire, potrebbe anche significare la fine della controversia legale tra Napster e l’industria discografica americana. In quel caso, probabilmente, il servizio di file-sharing cesserebbe di essere gratuito e una porzione del canone di abbonamento richiesto agli utenti verrebbe destinato alle etichette discografiche titolari dei master dei brani scambiati in rete.