Dopo Universal, Sony ed EMI, anche BMG (da martedì 10 ottobre) ha cominciato a vendere in rete singoli e album sotto forma di download digitali. L’offerta iniziale della casa tedesca, disponibile presso il “music shop” on-line di Lycos, consiste di 100 titoli di artisti come Santana, Whitney Houston, Toni Braxton e Christina Aguilera: il prezzo dei singoli da scaricare oscilla tra i 2 e i 3 dollari e mezzo, quello degli album tra i 10 e i 15 dollari, mentre quello degli album doppi è fissato a 21 dollari. BMG ha in programma di portare a 2.500 il numero totale di album e singoli commercializzati in forma di download digitali entro la fine dell’anno e di allargare la disponibilità del catalogo ai negozi virtuali di ARTISTdirect, GetMusic, RollingStone.com, TWEC.com e Check Out.com. Il catalogo stesso potrà essere scaricato e acquistato anche presso i punti vendita tradizionali delle catene Tower Records, Musicland Group and Wherehouse Music, anche se mancano ancora dettagli sul software e le modalità di funzionamento di questa opzione di acquisto che combina distribuzione tradizionale ed elettronica. La casa discografica ha comunque spiegato di avere implementato un sistema di pagamento unico e decisamente “user-friendly” per entrambe le modalità di acquisto e ha anche annunciato di volere introdurre servizi di distribuzione musicale in abbonamento e “peer-to-peer” (del tipo cioè di quelli forniti da Napster) entro i prossimi sei mesi. Intanto però piovono le prime critiche sulla politica di prezzi decisa da BMG per i downlodad, e allineata su quella in vigore nel retail tradizionale. “Considerando che non si possono scaricare le copertine dei dischi e i libretti dei CD, è difficile immaginare che i consumatori vogliano pagare un prezzo simile”, ha detto Aram Sinnerich, un analista di Jupiter Communications.