Prima tra le major, la casa discografica del gruppo Seagram lancia in questi giorni un primo test sperimentale di distribuzione di musica in “abbonamento”, sul modello dei servizi offerti da società on-line di successo come MP3.com e EMusic. L’iniziativa, che in questa prima fase è a titolo gratuito, si rivolge a circa 5.000 fan nordamericani selezionati dalle liste di utenti dell’etichetta on-line Jimmy and Doug’s Farmclub.com (di proprietà della stessa Universal): per tutto il periodo del test (la cui durata non è stata ancora comunicata), questi ultimi potranno accedere liberamente e ogni volta che lo vorranno all’ascolto in streaming di oltre 20.000 brani estratti dal catalogo musicale Universal, senza però avere la possibilità di scaricare sul pc né di copiare i file in questione. Superata la fase sperimentale, Universal applicherà una tariffa a chi si abbonerà il servizio, a un prezzo che – secondo le previsioni degli esperti – dovrebbe aggirarsi sui 15 dollari mensili. Iniziative analoghe sono allo studio di BMG, Sony, EMI e Warner, nessuna delle quali ha tuttavia annunciato piani precisi al riguardo: tutte le multinazionali discografiche, invece, stanno già sperimentando da qualche tempo la vendita di musica sotto forma di downloading digitale (vedi news), addebitando all’acquirente un prezzo di acquisto per ogni singola traccia o album scaricato dalla rete. <br> L’ok definitivo al lancio del test, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, sarebbe stato deciso nelle scorse due settimane durante una serie di meeting svoltisi a Parigi e a New York e in cui i vertici di Seagram e Vivendi (il gruppo multimediale francese che dovrebbe diventare partner della holding canadese, vedi news) hanno illustrato a operatori finanziari e investitori il loro business plan.