Finiscono sulle pagine di cronaca nera le vicende di Liquid Audio Japan, emanazione nipponica della azienda americana titolare del sistema omonimo, alternativo all’MP3, che consente di comprimere i brani musicali in formato digitale per la distribuzione in rete. Il presidente della società Masafumi Okanda e altri quattro uomini sono stati arrestati dalla polizia giapponese mercoledì scorso, 25 ottobre, con l’accusa di avere rapito e tenuto sotto sequestro un ex dirigente dell’azienda che stava per lanciare un’iniziativa concorrente negli Stati Uniti. Quest’ultimo sarebbe stato rinchiuso per due giorni in un hotel di Tokio, bendato e ammanettato, prima di essere liberato in una foresta nei paraggi della metropoli. Okanda, che all’epoca dei fatti (giugno 2000) non era ancora presidente di Liquid Audio Japan, si dichiara innocente, mentre i portavoce di Liquid Audio in USA precisano di non avere alcun potere di controllo sulla società, di cui detengono meno del 7% del capitale. D'altra parete, non è esente da conti in sospeso con la giustizia neppure lo stesso funzionario rapito, a sua volta condannato e arrestato per attività di pirateria informatica a danno del suo precedente datore di lavoro.