L’impensabile (almeno fino a qualche mese fa) è accaduto: Napster viene ufficialmente “sdoganato” da uno dei suoi nemici giurati, il gruppo multimediale tedesco Bertelsmann; i paladini della tutela dei diritti musicali on-line e i “pirati” del Web stringono un’alleanza con lo scopo di sviluppare e mettere a frutto il servizio di scambio in rete di brani musicali ideato da Shawn Fanning, fondatore della Web company californiana. La rivoluzionaria partnership, di cui è stato dato annuncio martedì 31 ottobre, vedrà Napster collaborare fianco a fianco con BeCG (la divisione di e-commerce appena formata da Bertelsmann) allo sviluppo di un programma di “file sharing” che, preservando le caratteristiche funzionali del servizio, imporrà agli utenti il versamento di un canone di abbonamento destinato a remunerare i titolari dei copyright musicali, autori, editori, case discografiche e artisti interpreti. L’accordo tra le due parti prevede anche che BMG, braccio discografico del gruppo Bertelsmann, ritiri l’azione legale pendente nei confronti di Napster (vedi news) e renda disponibile il suo catalogo sullo stesso sito nel momento in cui il nuovo modello di distribuzione musicale in abbonamento verrà implementato dall’azienda di Redwood City; Bertelsmann e BeCG si impegnano anche a garantire un finanziamento alla Web company finalizzato allo sviluppo di un programma “protetto” e regolamentato, in cambio di una futura partecipazione al suo capitale azionario. Ma c’è di più: le due società intendono sviluppare un sistema aperto alla collaborazione di tutte le altre case discografiche, in modo da trasformare Napster in un veicolo di promozione e di profitti per tutti gli operatori dell’industria musicale. Insomma, il business è business e i tedeschi della Bertelsmann, attenti a cogliere i segnali di cambiamento lanciati da chi consuma musica su Internet, sono stati più svelti degli altri a riconoscere l’enorme potenziale commerciale e pubblicitario del servizio ideato da Shawn Fanning. “Il ‘file sharing’ ha catturato l’immaginazione di milioni di persone nel mondo, grazie alla sua facilità d’uso, all’assortimento universale dei contenuti e alle sue caratteristiche di ‘community’”, ha commentato il presidente e chief executive officer del gruppo Thomas Middelhoff. “Napster ha segnato la via per una nuova forma di distribuzione musicale che, crediamo, sarà la base di un modello di business importante ed eccitante per il futuro dell’industria musicale”. Quanto alla Internet company americana, il suo chief executive officer Hank Barry si è detto convinto che “questa alleanza strategica con Bertelsmann è il passo giusto per noi. La comunità di Napster – la cui crescita è la più rapida nella storia di Internet – beneficerà moltissimo dell’impegno tradizionale di Bertelsmann sul fronte dell’innovazione e della sua esperienza nell’offrire modelli di consumo facili e convenienti”. La parola passa ora alla “comunità”, gli oltre 38 milioni di utenti di Napster: quale sarà la loro reazione di fronte all’istituzionalizzazione del pioniere del libero scambio e alla trasformazione del “file sharing” in una opzione a pagamento e non più gratuita, lo scopriremo nelle prossime ore.