Crescono, secondo autorevoli osservatori internazionali, le possibilità che il gruppo Bertelsmann e la casa discografica BMG si facciano avanti per l’acquisto della concorrente EMI, i cui propositi di fusione con Warner Music sembrano naufragare di giorno in giorno (vedi news). Le due major, secondo quanto si è appreso, sarebbero legate da un patto di esclusività fino al gennaio dell’anno prossimo. Nel frattempo, però, non viene limitata ad entrambe la possibilità di allargare il dialogo ad altri potenziali partner. E anche se un avvicinamento tra BMG ed EMI non c’è ancora stato, le probabilità che il numero uno di Bertelsmann, Thomas Middelhoff, avanzi una nuova proposta ai vertici del gruppo britannico sembrano decisamente aumentate nelle ultime settimane (per quanto qualcuno non escluda neppure l’ipotesi di un accordo BMG-Warner, vedi news). Gli esperti internazionali fanno notare che, nel caso di una fusione tra le due società, queste ultime non dovrebbero incontrare problemi di antitrust sul mercato delle edizioni musicali (come invece è avvenuto per EMI e Warner), mentre sarebbe decisamente più critica la situazione sul mercato discografico, soprattutto in Germania, Spagna e Italia. Non essendo quotato in Borsa, il gruppo Bertelsmann si troverebbe inoltre nella necessità di pagare in contanti l’eventuale acquisizione di EMI, oppure potrebbe decidere di fondere la società britannica con BMG in modo da tenerne un piede nel mercato azionario.