Soltanto due dei cinque sistemi anti-copia dei file musicali distribuiti in rete su cui sta lavorando il comitato intersettoriale SDMI (Secure Digital Music Initiative) sono stati infranti dagli hacker, invitati dall’organizzazione a eludere i codici di protezione sviluppati dall'industria in cambio di un premio in denaro (vedi news). Lo ha rivelato l’ingegnere Leonardo Chiariglione, direttore esecutivo dell’SDMI, che con un comunicato stampa diffuso mercoledì 8 novembre ha tirato le somme del “concorso” lanciato il 15 settembre scorso, specificando che in uno dei due casi riusciti di “hackeraggio”, i pirati informatici non sono riusciti tuttavia a copiare un file riproducibile. La sfida tecnologica lanciata dall’SDMI ha generato complessivamente 447 risposte, sia da parte di privati che di gruppi professionali. “Che abbiano avuto successo o no”, ha dichiarato Chiariglione, “ci hanno insegnato lezioni importanti su quanto può o non può funzionare sul mercato, e ci ha aiutato a comprendere meglio i punti di forza e di debolezza delle tecnologie che stiamo vagliando”.