E’ ufficiale: il gruppo tedesco Bertelsmann si è fatto avanti con una proposta di alleanza alla EMI (vedi news), anche se nessuna offerta formale è pervenuta per il momento ai vertici della compagnia britannica. <br>La conferma è arrivata nella giornata di venerdì 10 novembre da parte della stessa EMI, attraverso un comunicato stampa nel quale i portavoce della società precisano che “finora non hanno avuto luogo discussioni dettagliate e non esiste certezza che ne conseguirà una transazione”. Secondo gli analisti del settore, è improbabile che Bertelsmann e la sua casa discografica BMG mirino a incorporare la EMI; più realisticamente, la holding tedesca potrebbe essere interessata a trasferire i suoi interessi musicali al gruppo britannico in cambio di un pacchetto azionario nella società (che, a differenza della stessa Bertelsmann, è quotata in Borsa). Resta da capire, aggiungono gli esperti finanziari, se Bertelsmann e BMG avrebbero la possibilità concreta di esercitare un controllo su una azienda che, pur generando entrate inferiori (3,4 miliardi di dollari contro 4,7 miliardi, secondo i report finanziari più recenti), detiene una quota maggiore del mercato mondiale della musica registrata.<br> Quel che è probabile, invece, è che l’avvicinamento in corso tra le due major metta la parola fine ai propositi di fusione con il gruppo Warner Music (vedi news). Secondo il Financial Times, i vertici di EMI e di Bertelsmann si sono già incontrati con funzionari della Commissione Europea per verificare i problemi di antitrust che potrebbero frapporsi a un loro eventuale merger.