Bjork ha spesso rimarcato quanto la contraddizione tra la vocazione naturalistica dell'Islanda ('dove tutto è natura, 24 ore al giorno') e la sua propensione a tutto quanto sia high tech sia in effetti solo apparente, rifacendosi alla teoria secondo la quale la tecnologia sarebbe da sempre disponibile e attenderebbe solo di essere colta dagli esseri umani. Arduo sorprendersi, quindi, che l'artista islandese non abbia atteso che pochissimi mesi prima di utilizzare l'appena uscito iPad come catalizzatore del suono nuovo progetto, "Biophilia", al tempo stesso suo settimo album e 'meta-applicazione'. L'"app-album", come è stato definito, sarà presentato anche come esperienza multimediale dal vivo al MIF 2011 (Manchester International Festival). Di che si tratta? La versione di "Biophilia" per iPad include una decina di apps tutte racchiuse all'interno di una app-madre e ciascuna riferita a una singola traccia dell'album, i cui temi potranno così essere esplorati dall'utente che potrà anche ricavarne una nuova versione. Il progetto tecnlogico è stato commissionato da Bjork a Scott Snibbe, che si è occupato anche delle immagini che saranno utilizzate dal vivo e che ha risposto all'esigenza dell'artista di trattare le app non come aggiunte separate rispetto alla musica ma come un 'componenti vitali' dell'intero progetto, come espressioni dirette della musica e dell'idea di una canzone. Un esempio fulgido del concetto proviene da "Virus", un brano la cui versione per iPad è una app che riproduce un filmato in primissimo piano di un virus che attacca una cellula - una scelta capace anche di rappresentare la metafora di una storia d'amore: una storia d'amore talmente intensa che il primo elemento finirà col distruggere il secondo. Ma il filmato, a sua volta, è interattivo e propone un gioco, in cui l'utente è chiamato ad impegnarsi per interrompere l'attacco virale: se ci riesce, però, interrompe la canzone e, se invece desidera ascoltarla per intero, deve consentire che l'attacco termini il suo corso. Le cellule, inoltre, cantano in coro (è un coro femminile della Groenlandia), contrapponendosi ai suoni e ai 'bip' elettronici (sono quelli creati da Matmos all'epoca di "Vespertine"). Tutto moltiplicato per dieci.