Sarebbe stato un infarto a porre fine, ieri 8 giugno a Murfreesboro (Tennessee), alla vita di Steve Popovich, sessantottenne veterano dell'industria discografica statunitense noto soprattutto per la sua collaborazione con Meat Loaf. Fu proprio Popovich, infatti, a pubblicare nel 1977 (su etichetta Cleveland International Records, associata alla Epic Records) l'album "Bat out of hell", prodotto da Todd Rundgren e diventato nel tempo il quinto album più venduto di sempre con oltre 43 milioni di copie smerciate nel mondo. Nato il 6 luglio del 1942 a Nemacolin in Pennsylvania, Popovich aveva iniziato a lavorare nel 1962 come magazziniere nello stabilimento della Columbia Records a Cleveland; nel 1972 Clive Davis lo promosse al ruolo di direttore promozione mentre due anni dopo diventò direttore artistico della Epic lavorando di nuovo a fianco di Ron Alexenburg. Numerosissimi gli artisti da lui scritturati e lanciati, o cui cui ebbe a che fare come A&R: tra questi i Boston, i Cheap Trick, Ted Nugent, Southside Johnny & The Ashbury Dukes e i Jacksons di Michael Jackson. Nel 1977 fondò la Cleveland International, esordendo con il 45 giri "Say goodbye to Hollywood", cover di un successo di Billy Joel che Ronnie Spector incise in compagnia di Bruce Springsteen e della E Street Band facendosi produrre da Miami Steve Van Zandt. Nel 1986 Popovich era diventato vice president della PolyGram a Nashville, mentre nel '95 era tornato a dirigere la Cleveland affiancando il lavoro di discografico a quello di manager e produttore artistico. Il grande successo di "Bat out of hell" ebbe anche (come spesso succede) dei risvolti legali: Popovich inoltrò due cause nei confronti della Sony ottenendo dal tribunale oltre 5 milioni di dollari per royalty non riscosse e a titolo di risarcimento danni.