Dovrebbero essere rese note entro l'inizio di agosto (e cioè nel termine di 150 giorni dall'avvio della procedura) le risultanze dell'istruttoria che l'Antitrust ha avviato su TicketOne, agenzia leader in Italia nella vendita di biglietti per concerti, spettacoli, eventi culturali e manifestazioni sportive, al fine di verificare la sussistenza di eventuali pratiche commerciali scorrette. L'iniziativa della Authority - che agli inizi di marzo aveva ispezionato le sedi della società a Milano e a Roma (nonché quelle dei call center esterni cui TicketOne si appoggia) raccogliendo documentazione e memorie spontanee, nasce da un esposto presentato nel 2010 da un'associazione di consumatori, il Movimento Consumatori, che contestuamente era ricorso all'autorità giudiziaria (la prima udienza del procedimento si è tenuta questa settimana). Le contestazioni espresse dal MC, a seguito di due anni di confronti epistolari con la direzione di TicketOne, riguardano essenzialmente tre punti: la diffusione di informazioni incomplete e ambigue ai clienti (attraverso il sito Internet www.ticketone.it e il call center a pagamento 892.101), i tempi lunghi di riaccredito delle somme in caso di acquisti non andati a buon fine e l'applicazione di oneri eccessivi (leggi spese di spedizione a carico del consumatore) alle procedure di rimborso dei biglietti. Il movimento consumatori chiede inoltre chiarimenti sulla legittimità del diritto di prevendita, applicato sul prezzo del biglietto ma esente dal pagamento del diritto d'autore alla SIAE: un "balzello" che - secondo i portavoce del Movimento - "va ad aggiungersi alle commissioni di servizio richieste dalle società che vendono biglietti e che comporta solo una duplicazione di costi per i consumatori". Raggiunto al telefono da Rockol, l'amministratore delegato di TicketOne Stefano Lionetti spiega di aver fornito "la massima collaborazione all'Authority, di cui attendiamo con interesse le indicazioni. Nel frattempo, e al fine di migliorare l'informazione alla clientela, abbiamo provveduto a modificare alcuni termini nelle condizioni generali del contratto". "Quanto alle contestazioni", aggiunge, "rilevo che alcuni dei punti elencati dall'esposto toccano aspetti marginali del nostro business. Il call center a pagamento, che abbiamo allestito nel rispetto delle indicazioni stabilite dall'Agcom, è solo uno dei canali di distribuzione che utilizziamo, serve un segmento di fascia alta di prezzo e clientela e copre appena il 3 per cento del nostro giro d'affari. I rimborsi, d'altra parte, mettono in moto procedimenti laboriosi e complessi: ci vuole del tempo per raccogliere tutti i tagliandi sul mercato, processare le informazioni e riaccreditare gli importi sulle carte di credito presso i vari istituti bancari. Le prevendite, infine, rientrano nella discrezionalità d'impresa: in quanto appartenenti a un gruppo europeo (CTS Eventim, ndr), comunque, applichiamo commissioni assolutamente in linea con quelle in vigore sul mercato internazionale". "I nostri servizi", conclude Lionetti, "sono sicuramente migliorabili. Riteniamo tuttavia di svolgerli con la massima correttezza e professionalità".