Elton John e Paul McCartney sono tra i testimonial più in vista della campagna “Music Awareness Week”, lanciata lunedì 27 novembre dall’associazione British Music Rights per difendere i diritti degli autori britannici di canzoni contro lo sfruttamento indiscriminato delle loro opere sul Web. Secondo le cifre fornite dall’organizzazione, i compositori inglesi rischiano di perdere fino a 2 miliardi di sterline (oltre seimila miliardi di lire) entro il 2005 per effetto di servizi come Napster e di altri usi gratuiti e non autorizzati della musica in rete. E a soffrirne, secondo i portavoce del gruppo, non saranno solo le superstar miliardarie ma soprattutto i piccoli autori e compositori che vedono messa a rischio la possibilità di sopravvivere facendo musica. Con la “settimana della consapevolezza musicale”, gli autori britannici cercano quindi di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori del Web: la British Music Rights invoca per i suoi associati il diritto ad essere pagati per ogni utilizzo delle loro opere su Internet, nonché di bloccare, eventualmente, la circolazione della loro musica on-line, pur riconoscendo che tecnologie come Napster offrono “possibilità di scelta e opportunità importanti tanto ai consumatori che ai musicisti”.