I prezzi dei biglietti dei concerti non accennano a diminuire a dispetto della crisi economica che svuota le tasche dei consumatori? Non è solo colpa del promoter o delle commissioni applicate da un rivenditore come Ticketmaster, si difende il vice presidente marketing di Live Nation Jim Steen, interpellato al riguardo da un giornale locale del New Jersey, il Little Silver-Oceanport Patch. "L'85 o il 90 per cento del prezzo dei vostri biglietti va a coprire le richieste degli artisti", sostiene Steen spiegando che "su un biglietto da dieci dollari, noi tratteniamo 30 centesimi". Oltre alla quota spettante al performer, aggiunge il funzionario di Live Nation, sono da tenere in conto le spese necessarie a coprire i costi vivi e il lavoro del personale addetto alla produzione, alla security e ai parcheggi. Conclude Steen: "Il margine di profitto che resta al gestore della venue (Live Nation, nel caso specifico sollevato dal giornale e riguardante il PNS Bank Art Center di Holmdale) è pari al 3 per cento". A maggio, il report economico-finanziario di Live Nation aveva mostrato un incremento del 7 % nel prezzo dei biglietti venduti dall'agenzia rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il rincaro della musica dal vivo è, ovviamente, un fenomeno di portata internazionale: i recenti dati Assomusica per il 2010 segnalano per l'Italia un aumento di prezzi dell'1,20 %, per un costo medio di 33,84 euro a biglietto.