Ultima in ordine di tempo fra le cinque major multinazionali, anche la EMI ha firmato con la Web company statunitense Musicbank un contratto di licenza che autorizza quest’ultima a utilizzare il catalogo della casa discografica per un servizio di streaming, analogo a quello offerto da MP3.com, che consente di archiviare musica on-line e di ascoltarla successivamente da qualsiasi computer connesso alla rete. In cambio della licenza all’uso del repertorio, la EMI (come già le altre major prima di lei) ha acquisito una quota di capitale nell’azienda di San Francisco; in base all’accordo, la casa discografica riceverà una royalty per ogni nuovo disco registrato nonché ogni volta che un utente accede al materiale archiviato.<br> Musicbank attende la firma di analoghe licenze di autorizzazione da parte dei maggiori editori musicali prima di lanciare in rete il servizio, che dovrebbe articolarsi in una sezione gratuita con accesso limitato ai CD registrati da ogni singolo utente, e in una a pagamento (per un canone mensile probabilmente inferiore ai cinque dollari) che consentirà invece di ascoltare l’intera selezione di brani disponibili sul sito. L’offerta dovrebbe essere successivamente ampliata con opzioni di “file sharing” e di downloading simili a quelle sviluppate da Napster, utilizzando però un server centralizzato e i repertori legalmente autorizzati dalle case discografiche. In base a un accordo tra la società californiana e i Virgin Megastores, i consumatori che acquistano un disco presso un punto vendita della catena o presso il suo sito Web potranno automaticamente registrarlo presso il servizio di Musicbank per poi ascoltarlo on-line nel momento in cui lo desiderano.