Nella ridda di ipotesi sulle caratteristiche, le scadenze, le alleanze e le potenzialità che la tanto attesa e sbandierata operazione musicale di Facebook scatena da mesi, si segnala la quasi casuale scoperta di uno sviluppatore che si è accorto di un nuovo plug-in inserito nella video chat del social network. Il suo nome è “Facebook Vibes”, e si tratta dell’unica certezza. Mancano informazioni e indicazioni sulle sue effettiva funzionalità, ma la sua caratteristica di software scaricabile lascia propendere per l’ipotesi di un accesso a un music locker. Trattandosi solo di speculazioni, quindi, allo stato attuale la vera domanda importante riguarda il genere di music cloud che potrebbe essere oggetto di Facebook Vibes: sarebbe stile Apple o versione Google/Amazon? Mentre queste ultime, infatti, consentono all’utente un upload dei propri brani sulla nuvola e il suo successivo accesso ubiquo, nel caso della Mela l’upload non è necessario e il dialogo con la nuvola avviene tramite una sincronizzazione che replica online il catalogo personale (con una miglioria ulteriore: la sostituzione, dove possibile e necessario, di una versione del brano con un bit rate migliore). La differenza investe una questione cruciale: nel primo caso non è necessaria una licenza, e comunque è questa la posizione assunta da Google e Amazon nei confronti della discografia; nel secondo invece sì ma, proprio grazie alla licenza, sono abilitate (come nel caso della condivisione) tutte le funzionalità di tipo sociale. Il DNA di Facebook renderebbe pleaonastica la curiosità in merito, eppure in rete qualcuno si interroga sull’eventualità di una terza via, sia essa legata a Spotify o meno…