Sarà Google, infine, ad acquistare Hulu? L’ipotesi è concreta e a muovere le acque in tal senso è stato nei giorni scorsi il Los Angeles Times, alla cui inchiesta si sono successivamente aggiunte speculazioni e pareri di analisti e addetti ai lavori. Hulu è una delle maggiori piattaforme di web TV al mondo e fin dall’inizio si è discostata dallo “user generated content” per privilegiare accordi con editori, programmi e contenuti ufficiali: questi contratti, insieme all’audience costruita nell’ultimo paio d’anni, costituisce l’essenza dell’asset che Google sarebbe pronta a valorizzare. A che prezzo? Alcuni analisti hanno congetturato cifre nell’intorno dei due miliardi di dollari, per quanto nessuna delle due parti eventualmente coinvolta nell’affare abbia finora commentato alcunchè in merito. Qualora la cifra si avvicinasse alla realtà, significherebbe valutare ciascun utente di Hulu circa 2000 dollari non appena la web TV toccherà il milione di abbonati. Solo di recente il CEO Jason Kilar ha dichiarato che al servizio sono iscritti 875.000 ‘premium users’, che costano all’azienda circa 8 dollari al mese in termini di spese pro-capite sostenute per i contenuti licenziati ed erogati e la tecnologia utilizzata. Hulu ha i conti in attivo: al canone mensile di $ 7,99 per utente, si somma una raccolta pubblicitaria di buon successo ed il fatturato atteso per il 2011 supererebbe il mezzo miliardo di dollari. Hulu è, comunque, di fatto in vendita: i suoi soci (tre conglomerate dei media: Disney, News Corp., NBC Universal) stanno valutando diverse manifestazioni di interesse e tra queste quella di Google parrebbe più accreditata, nelle ultime ore, rispetto a quelle di concorrenti come Microsoft e Yahoo. Quale che fosse la tech company nuova proprietaria di Hulu, essa guadagnerebbe un accesso immediato ad Hollywood, TV, studios e dintorni, con una ricaduta forte sulla raccolta pubblicitaria e l’intero modello del content licensing. Potenziale criticità rispetto alla chiusura di un accordo: l’antitrust.