Il consiglio di amministrazione ha approvato la liquidazione della società, attiva nel settore del download di file musicali e nella realizzazione di CD-custom, compact disc creati su richiesta del consumatore attingendo ai cataloghi disponibili in licenza. La decisione, da tempo nell’aria (vedi news), sarebbe una conseguenza della scarsezza di fondi attualmente reperibili sul mercato finanziario per le imprese che operano nei settori dell’e-commerce e della musica on-line; i portavoce dell’azienda hanno aggiunto di non avere trovato un partner o un acquirente disposto a pagare una somma superiore a quella che dovrebbe derivare dalla liquidazione. <br> Come molte altre società musicali nate sull’onda della new economy, Musicmaker.com ha visto via via crollare le sue quotazioni sul mercato azionario, passando da una valutazione iniziale di oltre 281 dollari (luglio 1999) a meno di 3 dollari per azione ordinaria, secondo i listini Nasdaq più recenti. Abbandonata dalla EMI, che possedeva una quota della società (vedi news), Musicmaker aveva trovato ultimamente grosse difficoltà nel chiudere nuovi accordi di licenza con le case discografiche, sempre più selettive nella concessione dei propri repertori per lo sfruttamento on-line, con il risultato di disporre di un catalogo troppo limitato per risultare appetibile al consumatore. Il “core business” dell’azienda, rappresentato dal confezionamento e dalla vendita di CD-custom, si è rivelato a sua volta perdente di fronte all’esplosione di servizi gratuiti come Napster e della diffusione sul mercato “consumer” di apparecchi in grado di leggere file MP3 e di registrare CD-R.