La stazione londinese, che dallo scorso anno appartiene allo Scottish Media Group, incontra grosse difficoltà nel conservare il suo bacino d’utenza fuori della capitale britannica: secondo le ultime rilevazioni, il canale ha perso quasi il 7 % di ascoltatori nell’ultimo trimestre del 2000, scendendo a una base di 3,4 milioni. Gli stessi portavoce della radio attribuiscono il calo alla perdita di importanza delle trasmissioni in AM: per rispondere alle trasformazioni del mercato, l’emittente sta investendo nello sviluppo di nuove piattaforme nel campo di Internet e della radio digitale (in virtù della quota azionaria che lo Scottish Media Group detiene in Digital One, titolare di una licenza nazionale di broadcasting). Nelle scorse settimane, Virgin Radio ha introdotto anche modifiche sostanziali alla sua programmazione musicale, passando dal formato “chart” a quello di “classic rock and pop”, ritenuto più adatto a fidelizzare lo zoccolo duro degli ascoltatori, rappresentato dai 25-44enni.