Il bilancio d’esercizio dell’anno 2000, in cui l’apporto di Universal Studios e Universal Music Group è limitato ad appena 23 giorni lavorativi, ha messo le ali al chief executive del mega-gruppo multimediale, Jean-Marie Messier, convinto di rispettare gli ambiziosi programmi di crescita che si è prefissato di raggiungere nell’anno nuovo. Superando il budget di previsione 2000, il giro d’affari del gruppo è cresciuto del 36,5 % a un totale di 41,7 miliardi di euro, 13,6 dei quali provenienti dal settore dei media e delle comunicazioni (+ 19 %). Neppure le dichiarazioni ottimistiche di Messier, tuttavia, hanno invertito la tendenza del titolo in Borsa, trascinato in basso dai timori degli investitori relativi a un calo dei mercati pubblicitari televisivi (uno dei settori strategici del gruppo, che controlla l’emittente via cavo francese Canal Plus).