Eccola: “Nonostante l’offerta di un miliardo di dollari, l’industria musicale sta indicando che vuole fare pagare a Napster le sue trasgressioni, indipendentemente dal tipo di nuovo servizio che Napster stesso possa offrire”. Spiegano così a Webnoize (www.webnoize.com), l’attuale situazione di stallo a cui è giunto il caso Napster. Gli analisti del web magazine americano, punto di riferimento per l’industria musicale on line e non solo, una tra le voci più autorevoli in materia, spiegano che “un miliardo di dollari potrebbe non essere abbastanza. I numeri potrebbero non avere senso, date le preoccupazioni specifiche riguardo il pubblico di Napster, dato l’avvenuto download dal Settembre 2000 al gennaio 2001 di 2,7 miliardi di canzoni, 130 milioni soltanto nella domenica prima delle decisione della Corte d’Appello statunitense, e data l’analisi del panorama competitivo in cui si collocano le previsioni di costo operativo finora presentate.” <br> Insomma, come spiega Gary Lacey, direttore marketing del magazine, "Napster sta cercando di lanciare un messaggio preciso alle case discografiche: ‘Apriremo i nostri portafogli se voi aprirete le vostre menti’”. Ma non è detto che questo messaggio venga recepito nei termini (e nei numeri) in cui è stato proposto.