Matt Goyer, co-fondatore del sito canadese insieme a un compagno dell’università di Waterloo, ha preso spunto dalla campagna contro i “cloni” di Napster lanciata dall’associazione dei discografici americani (vedi news) per proporre l’apertura di un analogo servizio di file sharing “open source” fuori dal territorio statunitense. Secondo Goyer, sarebbero sufficienti 10.000 dollari per allestire un server su qualche isola al largo delle coste europee o nei Caraibi: finora la sottoscrizione di fondi, da lui promossa una settimana fa, non ne ha raccolti più di 20, ma Goyer sembra intenzionato ugualmente a proseguire nella sua crociata. <br> Il sito Fairtunes.com non è nuovo del resto a provocazioni e iniziative singolari: da tempo (vedi news) la società incoraggia gli utenti di servizi come lo stesso Napster o Gnutella a pagare volontariamente gli artisti di cui scaricano i brani dalla rete, attraverso donazioni volontarie che la stessa Web company si incarica di versare agli aventi diritto. I più "fortunati" (come Tom Petty, David Bowie e Courtney Love) hanno raccattato dall’iniziativa un centinaio di dollari a testa mentre ai Metallica, nemici giurati di Napster, è stato recapitato un assegno del valore di due dollari…