Mentre si attende di conoscere quali saranno le risultanze dell’udienza convocata per oggi, venerdì 2 marzo, dal giudice Marilyn Hall Patel, l’amministratore delegato della Web company californiana Hank Barry ammette per la prima volta di ritenere improbabile, così come stanno le cose, un’ipotesi di collaborazione con le major discografiche (BMG ovviamente esclusa, essendo il gruppo Bertelsmann divenuto un partner a tutti gli effetti del sito di “file sharing”). “Non voglio chiudere del tutto la porta alle possibilità di un accordo”, ha detto Barry, “ma se prima sentivo che eravamo sulla strada giusta oggi non ho più questa sensazione”. Il manager americano attribuisce il raffreddamento dei rapporti alla sentenza del 12 febbraio scorso (vedi news) con cui una corte di San Francisco ha ritenuto Napster corresponsabile delle violazioni ai copyright che avvengono tramite il suo sito e ha invitato il giudice Hall Patel a circostanziare con più precisione l’ordinanza di chiusura disposta nel luglio scorso. “L’industria discografica è soddisfatta del giudizio e non vede più una ragione particolare per discutere con noi. I rapporti restano civili, ma le mie telefonate non hanno più risposta”, ha commentato amaramente Barry, preparandosi a deporre nuovamente davanti al giudice Hall, le cui nuove decisioni non sono comunque attese come imminenti. Intanto, preoccupati dalle sorti di Napster, centinaia di migliaia di fan del sito hanno trascorso la vigilia del “big Friday” inviando e-mail di sostegno e anche fiori a Shawn Fanning, inventore del software, e ai suoi collaboratori.