Le promesse del sito californiano, che venerdì scorso (vedi news) si era impegnato davanti al giudice Marilyn Hall Patel ad attivare durante il weekend un sistema che impedisse lo scambio in rete di materiale illegale, si sono infrante contro la realtà dei fatti. Nella giornata di domenica 4 marzo, stando a quanto riportano agenzie di stampa e organi di informazione americani, i download gratuiti di brani non autorizzati sono proseguiti a colpi di migliaia, coinvolgendo anche artisti come Metallica e Dr. Dre che con Napster hanno in corso una causa legale. <br> I responsabili del servizio in realtà avevano messo le mani avanti, sostenendo che mettere in piedi in pochi giorni un software in grado di controllare i movimenti di quasi 60 milioni di utenti era un compito estremamente impegnativo e che avrebbe richiesto la piena collaborazione dell’industria discografica: ma secondo i tecnici di Napster, le informazioni contenute nella prima lista di 5.600 canzoni di cui le case discografiche chiedono l’immediata eliminazione dalle directory del sito non sono sufficienti a individuare tutti i file MP3 che violano i copyright. L’industria però la pensa diversamente, sostenendo che spetta a Napster individuare e bloccare i file, una volta ricevuta notifica dei brani e degli interpreti relativi. In attesa della nuova ordinanza del giudice Hall Patel (che potrebbe arrivare già questa settimana), il braccio di ferro continua.