Primo bilancio ufficiale di attività per l'Hadopi, Haute Autorité pour la Diffusion des Ouvres et Protection des droits sur Internet, a diciotto mesi dalla entrata in funzione dell'autorità amministrativa francese incaricata di monitorare gli utilizzi della musica in rete, di inviare avvertimenti ai file sharer che trasgrediscono la legge e di invocare l'intervento dei tribunali (con sanzioni che arrivano fino alla sospensione temporanea della connessione Internet) in caso di comportamenti recidivi. Tra il 1° ottobre 2010 e il 1° giugno 2011, rivela un rapporto di 148 pagine reso pubblico in questi giorni, l'organo di controllo ha inoltrato oltre un milione di richieste di identificazione di utenti agli Internet Service Provider che operano sul territorio francese, inviando 470.935 mail di primo avvertimento e 20.598 di secondo avvertimento ai loro abbonati. Su 60 casi che configuravano violazioni ripetute dei copyright è stata aperta un'istruttoria mentre, secondo un'indagine di mercato commissionata dalla stessa Hadopi, nel corso dei primi sei mesi di entrata in vigore del modello di 'risposta graduale' il 16 % degli internauti francesi si è rivolto alle offerte legali di musica presenti in rete e il 50 % si è sentito indotto a un consumo regolare di opere culturali su siti autorizzati. L'autorità amministrativa, che dispone attualmente di 59 agenti, si dichiara soddisfatta di questi primi risultati ma fa sapere che il budget stanziato dal Ministero per i Beni Culturali per il 2012 è stato ridotto da 12 a 11 milioni di euro: intanto, in Francia circola voce che l'eventuale insediamento di un governo di orientamento politico da quello di Nicolas Sarkozy, dopo le elezioni del 2012, potrebbe portare con sé l'abolizione tout court della stessa Hadopi.