Secondo alcune fonti, e a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum imposto dal giudice Marilyn Hall Patel (vedi news), gli sforzi messi in atto dalla Web company per cercare di bloccare la circolazione in rete di file musicali “pirata” avrebbero dato finora risultati deludenti. Com'era lecito aspettarsi, infatti, i fan del sito californiano continuano ad ingegnarsi per scovare i modi più efficaci per eludere i “posti di blocco” imposti dalle case discografiche e dai gestori del sistema. Come già era emerso nei giorni scorsi (vedi news), il problema sorge dal fatto che solo nel caso in cui le informazioni trasmesse ai software anticopia disposti dai tecnici di Napster siano corrette e complete (indicando non solo il nome dell'artista interprete e del brano in questione, ma anche di tutti i file che lo contengono e che sono presenti nelle directory del sito), i “filtri” possono funzionare efficacemente. Un titolo scritto scorrettamente, accompagnato dal nome dell'album da cui è estratto o da parole come “demo”, “alternative take” o “live”, risulta invisibile ai monitor del sistema: il risultato è che sulle liste di Napster restano per il momento centinaia di file contenenti brani di cui le case discografiche hanno chiesto la rimozione immediata. <br>A dispetto della complessità della situazione e dei tempi strettissimi imposti dal giudice, chi continua a fare professione di ottimismo è l'amministratore delegato di Napster, Hank Barry. In una delle sue ormai innumerevoli conferenze stampa, Barry ha infatti assicurato che lo staff tecnico del sito sta lavorando anche al superamento di questo ostacolo e che numerosi software creati apposta per mascherare i file illegali (come quello sviluppato da Aimster, vedi news) stanno per essere eliminati dal Web. “Stiamo migliorando i nostri meccanismi di filtro giorno dopo giorno”, ha detto Barry, che non si è voluto risparmiare una chiosa polemica: “L'obiettivo delle major è quello di farci chiudere, dichiarando che non esiste un sistema efficace per individuare i file da eliminare dal sistema. Ma io sono convinto che possiamo farlo, e che faremo un lavoro migliore man mano che passa il tempo”. Intanto, però, mentre è alle porte la scadenza dei tre giorni concessi al sito per eliminare dal Web i 135.000 titoli trasmessi venerdì scorso dall'associazione dei discografici RIAA (il termine, lo ricordiamo, scade mercoledì 14 marzo), le major sono pronte a sottoporre a Napster una nuova lista di brani da escludere dal servizio in tempi brevissimi: e molti cominciano davvero a pensare che il sito californiano rischia di uscire da questa storia con le ossa rotte o quantomeno notevolmente ridimensionato.