E' arrivata la sentenza del Garante Antitrust: le cinque sorelle della discografia italiana hanno costituito un "cartello" per imporre i propri prezzi con un tacito accordo, e sono state condannate a pagare multe comprese tra un miliardo e due miliardi e cento milioni. Multe salate quindi per Polygram, Emi, Sony, Wea e Bmg, proprio in questi giorni in cui le majors hanno polemizzato con il governo a proposito dell'Iva sui dischi. La Fimi, che alcuni hanno indicato come lo strumento per la concretizzazione di tale patto non scritto, non ha ricevuto imputazioni di sorta. La sentenza ha dato ragione all'associazione "Vendomusica", che riunisce una parte dei rivenditori di dischi italiani, i quali un anno e mezzo fa avevano inviato un dossier a Giuliano Amato, a capo dell'Autorità Antitrust, facendo notare come certe pratiche delle diverse case discografiche (ad esempio, i ticket per la pubblicità televisiva) risultassero fin troppo omogenee e poco concorrenziali fra loro.