Il gruppo multimediale americano (che possiede anche l’emittente musicale MTV e il network radiofonico Infinity Broadcasting) ha rinunciato al progetto di mettere in vendita al pubblico la maggioranza delle azioni della catena di noleggio video e DVD, di cui possiede quasi il 90 % dal 1994. A spingere Viacom su quella strada erano stati gli investitori, insoddisfatti dei risultati ottenuti da Blockbuster sia sui mercati finanziari che in termini di risultati commerciali, compressi dalla raggiunta maturità del supporto video e dai costi elevati legati all’avviamento e alla gestione dei punti vendita al dettaglio. Tuttavia, Viacom ha comunicato che tra il ‘97 e il ’99 la quota di mercato di Blockbuster (che nel frattempo ha ampliato l'assortimento di altri prodotti, CD compresi) è cresciuta ancora del 10 % e la catena ha cominciato a generare un flusso di cassa positivo, risollevando leggermente anche le sue quotazioni in Borsa. A dare una mano alla compagnia americana ci si è messo anche il cattivo tempo di inizio anno che ha spinto molti consumatori statunitensi a noleggiare più videocassette, sollecitati anche da un programma di emissioni ricco di titoli importanti.