Sony Corp. chiude l'ultimo trimestre con una perdita di 346 milioni di dollari, correggendo in negativo la proiezione per l'anno fiscale che termina nel marzo 2012 a 1,2 miliardi di deficit complessivo: malgrado le previsioni ottimistiche dei mesi scorsi, la multinazionale giapponese resta in rosso per il quarto anno consecutivo e ne attribuisce la colpa tanto a fattori esogeni (il rafforzamento dello yen, che penalizza le esportazioni) e ambientali (le inondazioni in Thailandia, mentre non si sono ancora esauriti gli effetti del disastro ambientale in Giappone) che a motivi endogeni e strutturali. In attesa di incidere in maniera significativa sul mercato degli smartphones, l'anello debole della catena produttiva rimangono i televisori a schermo piatto, la cui performance commerciale risulta in perdita da sette anni consecutivi: il piano di risanamento deciso da Sony, penalizzata da un'accesa concorrenza e dalla corsa al ribasso dei prezzi, prevede una riduzione della produzione da 40 a 20 milioni di pezzi all'anno, una diminuzione dei costi di produzione e un restringimento della gamma dei modelli commercializzati. Mentre la divisione cinematografica della società ha ricominciato a generare profitti, risulta in calo il fatturato registrato dalla major musicale Sony Music, - 6,6 % per un totale di 1,33 miliardi di dollari. La flessione delle vendite è avvenuta al di fuori del mercato statunitense, dove ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi di budget è stato soprattutto il best seller "21" di Adele, di cui Sony detiene i diritti di pubblicazione per il Nord America.