I primi nove mesi del 2011 confermano una significativa tendenza alla crescita per la musica digitale in Italia. I dati raccolti da Deloitte per conto della FIMI registrano infatti un incremento del 17 per cento rispetto allo stesso periodo del'anno precedente: il fatturato del periodo, quasi 19 milioni di euro, rappresenta una quota di mercato del 23 per cento rispetto al giro d'affari totale dell'industria, così come calcolato dalla principale associazione dei discografici. Crescono contemporaneamente anche i ricavi pubblicitari generati dalla piattaforma di video-sharing di YouTube, aumentati del 39 per cento. A dispetto della posizione tuttora arretrata nella graduatoria dei mercati discografici digitalmente più sviluppati (l'Italia occupa appena il sedicesimo posto, mentre è ottava per quanto riguarda il mercato tradizionale dei supporti fisici) e della "mancanza di un'agenda digitale seria e di lungo periodo", i segnali, secondo la FIMI, "sono forti ed incoraggianti. Le vendite digitali, che inizialmente riguardavano solo la top ten della classifica ufficiale, si sono spostate verso gli album ed hanno coinvolto anche il catalogo, non solo le new hit". Per questo motivo la federazione dei discografici, in collaborazione con GfK, ha inglobato recentemente nelle classifiche degli album più venduti sia i download digitali che i supporti fisici.