L'ingresso sul mercato di Spotify e l'ascesa dei servizi di streaming on-demand non sembrano avere minimamente intaccato la popolarità della Internet radio Pandora. Nell'ultimo trimestre, infatti, la società californiana - che opera solo negli Stati Uniti - ha raggiunto 40 milioni di utenti attivi (intendendo per tali quelli che hanno attivato almeno un ascolto nell'ultimo mese), il 65 per cento in più dello stesso periodo dell'anno precedente e quattro milioni in più che nel luglio scorso. Il tempo totale di ascolto è cresciuto del 104 per cento a 2,1 miliardi di ore complessive, mentre la quota di mercato nel settore della Internet radio americana è pari al 66 per cento (secondo i titolari del servizio, Pandora vale il 4,3 per cento del mercato radiofonico Usa globale, sul Web e via etere). Decisamente positivi anche gli indicatori economici: il fatturato trimestrale è cresciuto del 99 per cento a 75 milioni di dollari (66 milioni provenienti dalla pubblicità, + 102 per cento; 9 milioni dagli abbonamenti, + 80 per cento), mentre il margine di profitto ammonta a 638 mila dollari a dispetto di forti investimenti effettuati per l'assunzione di nuovo personale. "Siamo una delle emittenti più grandi d'America in tutti i maggiori mercati locali" ha sottolineato l'amministratore delegato Joe Kennedy, spiegando che la società ha cominciato ad allestire team di venditori per la raccolta pubblicitaria a livello locale. "La radio", ha aggiunto Kennedy a proposito del modello di business di Pandora, "è un mercato enorme. Ed esiste da decenni". La buona performance trimestrale della Web radio non sembra però avere entusiasmato investitori e operatori di Borsa: dopo la diffusione dei dati trimestrali la quotazione delle sue azioni è calata del 5,35 per cento, scendendo a 11,85 dollari.