Un ricercatore dell’Università di Princeton, Edward Felten, che lo scorso anno aveva raccolto con successo la sfida di violare i codici di protezione della musica su Internet sviluppati dal comitato SDMI (Secure Digital Music Initiative, vedi news), ha dichiarato che intende rendere pubblici i risultati delle sue ricerche nel corso di un meeting tra addetti ai lavori che si svolge a Pittsburgh in questi giorni. La notizia ha provocato un’accesa reazione da parte dell’associazione dei discografici americani RIAA e della stessa SDMI, le quali minacciano azioni legali se il professore americano darà corso ai suoi propositi. Felten ha reagito invocando il diritto alla libertà di espressione e alla divulgazione scientifica, costringendo RIAA e SDMI ad ammorbidire la loro posizione: i due enti starebbero cercando di convincere lo studioso ad omettere dalla sua esposizione quantomeno i dettagli sui procedimenti e gli accorgimenti tecnici adottati per aggirare i sistemi di protezione escogitati dai softwaristi di SDMI per proteggere la musica protetta da copyright dai rischi di copia digitale. Intanto, però, una versione ridotta del testo di Felten è già apparsa sul sito www.cryptome.org.