Politici europei e industria discografica sembrano collocarsi una volta di più su fronti contrapposti, dopo le indagini sui prezzi dei CD e le accuse indirizzate a presunti cartelli oligopolistici che limiterebbero la concorrenza sul mercato (vedi news). A gettare scompiglio tra gli operatori internazionali del settore musicale sono ora il governo e il Parlamento danese, favorevoli a una revisione in senso meno restrittivo della normativa nazionale sul diritto d’autore, in modo da rendere perfettamente legale il download di musica dal World Wide Web quando realizzato a scopi privati e non di lucro. La notizia è apparsa sulla rivista locale Politiken, che cita tra l’altro le affermazioni di un portavoce del ministero della Cultura, Kenneth Jorgensen, secondo cui “i cittadini danesi potranno scaricare legalmente musica da Internet, anche se la condivisione dei file continuerà ad essere illegale”. Le nuove disposizioni, se entreranno in vigore, renderanno dunque lecita la copia su CD di musica scaricata da Internet per uso strettamente privato, ma non il ricorso a servizi come Napster per lo scambio di file non autorizzati, e avvicineranno la legislazione danese a quella statunitense, dove i service provider non sono ritenuti responsabili per i link a siti che diffondono MP3 illegali. Dal prossimo mese di luglio, tuttavia, il governo danese varerà una nuova tassa destinata a gravare sui CD vergini, mentre è in discussione l’applicazione di un’analoga imposta anche sugli apparecchi che permettono di realizzare copie digitali. <br> La presa di posizione dei politici danesi fa seguito di pochi giorni alle dichiarazioni shock (per l’industria discografica) di un’esponente di spicco del governo svedese, Ulrike Messing, che ha incoraggiato i consumatori a copiare musica da Internet e a masterizzare i CD in risposta ai prezzi troppo alti.