Case discografiche da una parte, editori musicali e cantautori come Lyle Lovett dall’altra: materia del contendere (se ne discute giovedì 17 maggio a Washington D.C., davanti all’Ufficio Copyright), le royalty spettanti ad autori e compositori per l’utilizzo della musica su Internet. Mentre le major del disco sostengono che lo scaricamento di musica dalla rete attraverso sistemi come Napster infrange la legge sul copyright, le case di edizione musicale replicano che anche una multinazionale della musica, la Vivendi Universal, si è resa colpevole di violazione dei diritti d’autore rifutandosi di pagare una royalty per l’inclusione di brani tutelati da copyright nel servizio di distribuzione on-line Farmclub.com (vedi news). In quell’occasione, la major si era difesa sostenendo che la licenza d’uso precedentemente ottenuta da autori ed editori copriva anche i servizi di sottoscrizione musicale. “Le compagnie discografiche stanno cercando di costruire un servizio on line legittimato che possa competere con Napster, e gli editori sono il più grande ostacolo allo sviluppo di questo sistema”, ha dichiarato a Wallofsound Jonathan Potter, direttore esecutivo di Digital Media Association, un gruppo che rappresenta i Webcaster e le radio on line statunitensi. Gli editori sostengono invece di essersi mossi esclusivamente a tutela degli interessi degli autori, “che sono stati del tutto ignorati in questo dibattito”, secondo Carey Ramos, uno dei legali che assistono le società di publishing nella vertenza. <br> Un’udienza fissata per giovedì 17 maggio cercherà di far luce sulla vicenda e sui diritti coinvolti nei servizi di distribuzione musicale in abbonamento: tra i testimoni invitati ad esprimere la loro opinione davanti all’Ufficio Copyright, competente in materia di licenze di trasmissione via Internet, figurano lo stesso Lovett e il vicepresidente esecutivo della Vivendi Universal Edgar Bronfman Jr., oltre a esponenti di MP3.com e dell’Associazione Nazionale degli Editori Musicali.<br> “Pensiamo che l’Ufficio Copyright abbia una posizione condivisibile sulla questione delle regole necessarie per il funzionamento del mercato on-line” ha dichiarato Carey Sherman, consigliere generale dell’associazione dei discografici RIAA. Ma Ramos e gli editori musicali continuano a non essere d’accordo: “Molte Internet company ed etichette discografiche vorrebbero che gli editori concedessero la loro musica a titolo gratuito, magari obbligatoriamente.”