Molte promesse, pochi fatti concreti: la federazione internazionale dei discografici IFPI e le sue affiliate locali, come l'italiana FIMI, ritengono che Google non faccia ancora abbastanza per contrastare la pirateria su Internet. Un anno fa il responsabile affari legali della Web company, Kent Walker, aveva promesso nuovi sforzi rivolti ad arginare le violazioni dei copyright online e a rafforzare la collaborazione con le industrie dei "contenuti". Ma i risultati, a detta dell'IFPI, sono deludenti: "Per quanto Google abbia fatto alcuni, modesti passi avanti nell'affrontare il problema della violazione dei diritti online, le sue promesse non sono state mantenute". "La semplice realtà", sostengono i rappresentanti dei discografici, "è che Google continua sia (i) a ricevere benefici finanziari da siti e applicazioni che praticano la pirateria che (ii) a porre artificialmente dei blocchi agli sforzi dei detentori dei diritti di proteggere i loro contenuti online, contrariamente a quanto disposto dal DMCA" (la legge americana sul copyright). In un documento che analizza e confronta punto per punto quanto promesso da Google e quanto effettivamente realizzato nell'arco dell'anno, l'IFPI ricorda che "altri intermediari nell'ecosistema di Internet - come le aziende che si occupano della gestione dei pagamenti, gli Internet Service Provider e le agenzie pubblicitarie - hanno fatto passi avanti lavorando in maniera costruttiva a iniziative volontarie per far fronte ai dilaganti furti digitali online e incoraggiare il consumo legale delle opere creative". "Nella sua qualità di leader di mercato assoluto nel campo della ricerca e della pubblicità online Google ha una particolare responsabilità nel tracciare e creare un'esperienza sicura in rete che risulti funzionale sia ai consumatori che alla comunità creativa", conclude l'IFPI prima di passare a critiche più circostanziate e a una serie di suggerimenti/richieste specifiche, che includono interventi più rapidi nella rimozione dei contenuti illeciti, la cancellazione della pubblicità sui siti pirata, il blocco preventivo dell'accesso delle app illegali al Google Store, la garanzia di priorità dei siti legali nelle ricerche effettuate sul sito nonché la cancellazione da YouTube dei filmati che spiegano come estrarre un file Mp3 da un videoclip e dei link che sempre più spesso rimandano a pagine da cui scaricare illegalmente la canzone appena visionata.