Preannunciata dal blitz che aveva colpito qualche settimana fa le emittenti padovane Radio Company e Radio Gemini (vedi news), una seconda ondata di sequestri ad opera della Guardia di Finanza (appoggiata dall’unità antipirateria musicale FPM, da quella informatica BSA e dalla SIAE) ha inferto un duro colpo all’emittenza privata dell’area veneta. A finire nel mirino del Nucleo Provinciale di Polizia Tributaria di Venezia, questa volta, sono state cinque delle principali antenne della zona, Radio Birikina, Radio Bella & Monella, Radio Marilù, Radio Piter Pan e Radio Sorriso, presso la cui sede comune di Castelfranco Veneto le Fiamme Gialle hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 10 mila brani musicali archiviati sui server dei computer e 6 mila compact disc, privi di bollino SIAE (per la grande maggioranza) oppure masterizzati, oltre che diversi programmi per computer risultati essere copiati. In base alle nuove disposizioni di legge antipirateria, che fissano in 200 mila lire la sanzione pecuniaria comminata per ogni esemplare contraffatto o copiato in violazione dei diritti d’autore, l’editore Roberto Zanella, che controlla l’intero network di emittenti, rischia una multa di 5 miliardi di lire: ammontare calcolato sulla base degli oltre 24 mila brani “pirata” contestati alle cinque emittenti, che operano come altrettante società distinte; in diversi casi, inoltre, si sarebbe verificata una doppia infrazione, in quanto parte dei brani memorizzati sui server sarebbero stati copiati da CD masterizzati.<br> Il materiale sequestrato è stato lasciato in custodia giudiziaria ai responsabili delle emittenti, che dunque proseguono regolarmente, per il momento, la loro programmazione. Secondo le forze dell’ordine, quello effettuato in Veneto è il più grande sequestro di brani musicali “pirata” mai avvenuto in Europa. Enzo Mazza, direttore generale FIMI e presidente FPM, declina ogni commento circa una futura estensione delle indagini ad altre regioni, confermando però che “la pirateria radiofonica è un fenomeno di rilevanza nazionale”. Raggiunto telefonicamente da Rockol, Zanella si dichiara invece “allibito” per quanto accaduto: “Abbiamo un regolare contratto di licenza con la SIAE e la legge sancisce che, una volta assolto il diritto d’autore, il repertorio tutelato può essere liberamente diffuso utilizzando dischi, nastri o qualunque altro supporto idoneo allo scopo: dunque anche un server utilizzato per la programmazione automatica delle emittenti. Siamo insolventi nei confronti delle case discografiche? Se è così, non ne ero a conoscenza: facciamo parte di un’associazione a cui è delegata la gestione di questa materia, e se dobbiamo farlo, pagheremo: siamo dei professionisti, non dei pirati”. L’associazione a cui le cinque emittenti sono associate, AER (che include anche Radio Company tra le sue affiliate), non ha ancora raggiunto un accordo con la società di collecting SCF in merito al pagamento dei diritti di radiodiffusione.<br> La notizia dei sequestri disposti dalla Finanza, intanto, ha destato forte impressione a livello locale: le emittenti del gruppo Zanella raggiungono un’audience giornaliera complessiva di quasi un milione di persone nell’area veneta, secondo i più recenti dati Audiradio, con Radio Birikina in veste di emittente leader (440 mila ascoltatori giornalieri nel periodo compreso tra il 13 gennaio e il 23 marzo scorso).