Non ha avuto esito positivo, l'incontro tenutosi ieri a Padova tra il curatore fallimentare Michela Pivotti e le associazioni sindacali che rappresentano i lavoratori della fabbrica di cd e dvd IMS di Caronno Pertusella (Varese). Nella circostanza il curatore ha infatti ribadito la volontà di avviare la procedura di mobilità per i 122 lavoratori, in base al fatto che la produzione dello stabilimento si è praticamente interrotta. Ai sindacati, che chiedono invece un prolungamento della cassa integrazione straordinaria a tutela degli stessi lavoratori e in vista di un possibile rilevamento dell'impianto da parte di nuovi proprietari, è stato comunque concesso di rinviare la discussione presso l'ARIFL, l'Ufficio Regionale della Lombardia incaricato di provvedere all'eventuale ricollocazione del personale ma anche di valutare offerte che possano rimettere in funzione l'attività produttiva dello stabilimento di Caronno. Dopo aver trascorso il Natale presso il tendone montato davanti ai cancelli della fabbrica (dove i lavoratori sono in presidio da due mesi) e aver incassato la solidarietà di Vasco Rossi che pochi giorni prima (mercoledì 21 dicembre ) aveva invitato una loro delegazione presso il suo studio di registrazione bolognese, i dipendenti della IMS sperano dunque ancora di non essere costretti a cercarsi un altro posto di lavoro. "La IMS non è affatto un'azienda decotta, anzi la sua crisi sta tutta nella dubbia gestione degli ultimi mesi", aveva sostenuto in un'intervista al quotidiano Il Giorno il coordinatore dei Cobas Antonio Ferrari. "A giugno produceva milioni di cd al mese e l'amministratore di allora aveva chiesto ai dipendenti di lavorare di più, con straordinari per poter produrre otto milioni di pezzi al mese". "La cassa integrazione", sostiene Ferrari, "è stata concessa a centinaia di aziende, ed è sorprendente che sia stato valutato di non concederla proprio ai lavoratori della IMS". "Questa notizia", ha concluso, "fa male, ma si incrementerà la lotta, perché i lavoratori non accetteranno di pagare per gli errori di altri".